Il turismo all’aria aperta non è più un segmento laterale dell’ospitalità, né un canale da associare soltanto a consumi essenziali e prezzo basso. Camping, villaggi vacanze e glamping hanno alzato il livello dei servizi, ampliato l’offerta ristorativa e costruito esperienze sempre più vicine al territorio. In questo passaggio il vino italiano trova uno spazio nuovo: non più presenza accessoria nei minimarket, ma elemento identitario nei ristoranti, nei beach bar, nelle degustazioni e nelle proposte pensate per una clientela internazionale, giovane e curiosa.
Il tema è al centro dell’articolo di Andrea Guolo pubblicato su Il Corriere Vinicolo 19 del 15 giugno 2026. Il servizio racconta l’evoluzione del turismo outdoor attraverso casi concreti, dal distretto veneziano di Cavallino Treporti al Marina di Venezia, dalle strutture di Aurore Development ai glamping di Vacanze col Cuore, fino alle esperienze di Pagnan Group e Le Palme Village. Ne emerge un canale in trasformazione, dove il vino accompagna l’upgrade dell’offerta e dialoga con ristorazione, ospitalità e valorizzazione dei territori.